Aiutati che il ciel t’aiuta

Castello di Godego – Dicembre 2021

Quando Giuseppe parlò della proposta a Giovanni i due avevano rispettivamente 26 e 31 anni. Giovanni accettò e accompagnò Giuseppe in quel luogo tetro. Quello che vide lo segnerà per tutta la vita. Non dimenticherà mai quelle «turbe di giovanetti, sull’età dei 12 ai 18 anni; tutti sani, robusti, d’ingegno svegliato; ma vederli là inoperosi, rosicchiati dagli insetti, stentar di pane spirituale e temporale, fu cosa che mi fece inorridire». Così san Giovanni Bosco descrive l’esperienza di visita e assistenza alle carceri di Torino guidato dal suo formatore san Giuseppe Cafasso.

Ancora oggi l’opera di misericordia spirituale «visitare i carcerati» non è passata né di moda, né di urgenza. Chiede solo di essere ri-visitata nella forma a motivo delle circostanze della pandemia in cui ancora ci troviamo. Per questo motivo la Comunità Educativo Pastorale dell’istituto salesiano E. di Sardagna di Castello di Godego (formata da salesiani, docenti e giovani educatori) ha pensato di proporre ai 250 ragazzi della scuola media un’esperienza per cambiare prospettiva: unire le forze per sostenere i detenuti del carcere santa Bona di Treviso. Non potendo andare a trovare fisicamente i carcerati, i ragazzi e la comunità educativa tutta della casa salesiana si sono rimboccati le maniche. In fondo la consapevolezza che ha animato l’intera iniziativa è la stessa che don Bosco riscontrava nel suo cuore dopo quelle visite nelle carceri di Torino: «Chi sa se questi giovanetti avessero fuori un amico, che si prendesse cura di loro, li assistesse… chi sa che non possano tenersi lontani dalla rovina o almeno diminuire il numero di coloro che ritornano in carcere?».

Non c’è stato bisogno di pubblicità. La condivisione dell’iniziativa, inserita nel più ampio cammino di avvento che per quattro settimane ha coinvolto tutta la casa salesiana dai bambini delle elementari ai giovani dell’università, è stata sufficiente a raggiungere l’obiettivo. L’invito è sopraggiunto dalla parrocchia san Bartolomeo di Treviso e dalle associazioni che la animano: Uomo Mondo, Centro della Famiglia e altre. Grazie ai doni portati da casa, dalle famiglie dei ragazzi della scuola, sono state confezionate una trentina di borse natalizie contenenti ciascuna un asciugamano con prodotti per l’igiene personale, un dolcetto, dei calzini, un bloc-notes o quaderno per i carcerati. Non solo! Molti dei ragazzi hanno scelto di scrivere e confezionare, di proprio pugno, un biglietto per augurare un buon santo Natale a ciascuna delle persone del carcere.

L’entusiasmo con cui i ragazzi di seconda media hanno raccolto i doni, con cui hanno diviso questi ultimi per tipologia e con cui hanno confezionato di giorno in giorno le borse (occupando i momenti liberi e di ricreazione delle loro giornate scolastiche!) lascia trasparire lo spirito con cui l’iniziativa è stata portata a termine. È proprio vero, in questo tempo di pandemia ci sono molte persone che attendono di tornare alla normalità… nel frattempo qualcun altro prova a fare una nuova normalità rimboccandosi le maniche. A ciascuno la possibilità di fare altrettanto: «aiutati che il ciel t’aiuta!». Qui nella casa salesiana del Sardagna è già realtà.

24 Dicembre 2021
ISTITUTO SALESIANO “E. SARDAGNA”
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