TEATRO

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Ecco il motivo per cui abbiamo desiderio di fare teatro con i nostri ragazzi: Lo stesso Don Bosco così sintetizzava i vantaggi e il valore educativo del Teatrino: “Il Teatro, se le commedie sono ben scelte: è scuola di moralità, di buon vivere sociale e, talora, di santità; sviluppa assai la mente di chi recita e gli dà disinvoltura; reca allegria ai giovani che vi pensano molti giorni prima e molti giorni dopo; è uno dei mezzi potentissimi per occupare le menti. Quanti pensieri cattivi o cattivi discorsi allontana, richiamando ivi tutta l’attenzione e tutte le conversazioni! Infine attira molti giovani nei nostri collegi, perché nelle vacanze i nostri allievi raccontano ai parenti, ai compagni, agli amici l’allegria delle nostre case”.

In teatro si diventa amici. “Se vuoi che siano fratelli, obbligali a costruire una torre. Ma se vuoi che si odino, getta loro del grano”, dice Antoine de Saint-Exupéry. Messi insieme a costruire, i ragazzi imparano ad accettarsi, a scoprirsi, ad inserirsi; recitando insieme sono costretti dall’interno del loro io ad eliminare le forze negative, ad affrancarsi dal loro “io ribelle” per accettare il lavoro in e con il gruppo. Sono attutiti anche gli aspetti negativi del recitare, quali l’esibizionismo, le ambizioni, le gelosie e le discordie.

Educando il giovane al teatro d’insieme, lo si educa alla socialità, alla collaborazione, al lavoro di gruppo. Non si può recitare “insieme” se non c’è volontà di accettazione degli altri e un corretto orientamento della propria aggressività. È attraverso la drammatizzazione che il ragazzo riesce a superare il complesso dell’altro che ascolta o che vede. In alcuni casi invece viene ridimensionato: le sue ingiuste pretese o l’individualismo vengono disciplinate dal gruppo o dal regista per raggiungere lo scopo d’insieme.

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